Stefano Corti
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”Non possiamo che esprimere massima soddisfazione per la decisione del Governo di recepire le indicazioni giunte dalla Conferenza Stato-Regioni e in particolare dalla Regione Lombardia per il riparto dei 700 milioni di euro del Decreto sostegni al turismo di Montagna, aggiungendo ulteriori 100 milioni di euro grazie all'impegno del ministro leghista Garavaglia. Con questa svolta si superano finalmente le tante incomprensioni nate sul Decreto legge. E' stata introdotta la scelta di dedicare 430 milioni di euro agli impianti di risalita e 40 milioni di euro per maestri e scuole di sci, andando in questo modo incontro alle istanze delle associazioni di categoria. La restante parte sarà equamente divisa tra le Regioni autonome e le Regioni a statuto speciale con l'accordo che alle Province di Trento e Bolzano non andrà più della metà del rimanente. Un risultato così importante per il bene del territorio, della montagna e quindi anche del nostro Appennino Emiliano che dimostra ancora una volta quanto sia stata lungimirante la scelta della Lega di entrare nella maggioranza di Governo per incidere concretamente nelle scelte sul futuro del Paese, per il bene degli italiani". Così in una nota il senatore Lega Stefano Corti, la deputata Benedetta Fiorini e il consigliere regionale Gabriele Delmonte.

L'ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia lancia un allarme gravissimo sulla presenza della criminalità organizzata in Emilia Romagna. La Dia sottolinea infatti come l’emergenza economica e finanziaria determinata dalla pandemia faccia emergere il rischio concreto che molte attività in crisi, dalla ristorazione, al comparto alberghiero e alle piccole ditte commerciali, a causa dell'assenza di ricavi vengano svendute alle associazioni malavitose. La Lega da sempre è impegnata nella battaglia per la legalità e nella lotta contro le infiltrazioni mafiose al Sud come al Nord del Paese. A fronte del nuovo allarme della Dia promuoveremo in tutte le province emiliano-romagnole nuove occasioni di incontro con prefetti, questori, forze dell'ordine e associazioni di categoria per monitorare il territorio e difendere gli imprenditori in questo particolare momento di difficoltà. Senza dimenticare di coinvolgere i Provveditorati agli studi al fine di verificare l'attuazione della Legge sull'educazione civica approvata dalla Lega per rafforzare il valore della legalità nelle nuove generazioni. La prima regola per tagliare i tentacoli della criminalità organizzata è fare squadra e far sì che nessuno si senta solo a fronteggiare la crisi che stiamo vivendo.

Le fotografie che si rincorrono anche in queste ore mostrano bus modenesi strapieni di studenti accalcati e costretti a viaggiare stipati nei mezzi pubblici. Tutto questo è inaccettabile. Inaccettabile pensare che nonostante una riapertura delle scuole superiori al 50% la situazione del Tpl modenese sia questa, inaccettabile vedere un Governo che fa i salti mortali per resistere a se stesso ma che attraverso i suoi ministri Azzolina e De Micheli, non riesce a garantire il diritto allo studio in sicurezza ai nostri ragazzi. In queste condizioni giustamente gli studenti chiedono di non tornare in classe, per non parlare dei conducenti dei mezzi pubblici costretti a lavorare in un contesto simile. A ormai un anno di distanza dall'inizio della pandemia, cosa è stato fatto a Modena per pretendere risorse congrue dal Governo sul potenziamento del trasporto pubblico? Eppure la maggioranza Pd, anche a livello locale, continua a puntare il dito contro i ristoratori, i maestri di sci, i gestori degli alberghi che sfiniti chiedono di poter riaprire in sicurezza le loro attività. Le immagini di queste ore ci consegnano una realtà che questo Paese non merita e che rende ancora più insopportabili a livello psicologico le restrizioni che ogni giorno vengono imposte ai cittadini.

E' necessario prevedere indennizzi immediati ai gestori degli impianti sciistici, ai ristoratori e agli albergatori della montagna. La decisione del ministro Speranza di bloccare la riapertura delle piste da sci a poche ore dal tanto atteso via libera è uno schiaffo che i lavoratori della montagna, da mesi messi in ginocchio dalle misure anti-Covid, non meritavano. Decisioni come queste sono l'eredità del precedente Governo che ha gestito la pandemia in modo ideologico e penalizzante per l'intero mondo del turismo, una eredità che la Lega si impegnerà ad archiviare in fretta. Nell'immediato davanti a questa ennesima e ingiustificata proroga, occorre rimborsare subito chi in questi giorni aveva sostenuto investimenti, accettato prenotazioni e preparato tutto per riprendere il lavoro. La salute ovviamente va tutelata e difesa e il buonsenso nel farlo è uno strumento essenziale, con prese di posizioni assurde come questa non si va nella giusta direzione.

Le restrizioni anti-Covid imposte dal Governo hanno indubbiamente avuto impatti diversi sul territorio. Una realtà particolarmente penalizzata è quella della Montagna. Vi sono piccoli comuni, come quelli dell'Appennino modenese, che vivono di turismo e che sono stati messi letteralmente in ginocchio dallo stop delle attività sciistiche. Non possiamo dunque che sottoscrivere il grido d'allarme lanciato al Governo dai sindaci di Fanano, Sestola e Riolunato i cui bilanci dovranno fare i conti con centinaia di migliaia di euro di minori introiti causati dalla chiusura delle stazioni sciistiche e da tutto ciò che ne consegue, a partire ad esempio dagli incassi derivanti dai parcheggi. Presenteremo dunque una interrogazione parlamentare per chiedere all'Esecutivo di introdurre nel prossimo decreto Ristori degli aiuti ad hoc per queste specifiche realtà montane, Comuni che nonostante le voragini nei conti pubblici create dalle misure del Governo devono continuare a erogare servizi ai cittadini, a partire dalla pulizia delle strade innevate. Mentre a Roma si litiga per le poltrone, sul territorio si rischia l'isolamento, i cittadini non lo meritano e non lo merita soprattutto chi con coraggio continua a vivere e tenere viva la montagna.


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