Stefano Corti
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Dopo le regioni dell'Emilia Romagna in un liceo modenese, un professore di una classe di "Muratori San Carlo" ha pensato bene di festeggiare la vittoria di Stefano Bonaccini, portando in classe di vino e dolci. Correttamente, i ragazzi di Azione studentesca hanno manifestato tutto il loro sdegno, perché qui non è in discussione la legittima appartenenza politica di un insegnante, ma la sua decisione deliberata di ostentarla in modo del tutto inopportuno. Cosa sarebbe accaduto se un fatto simile a Modena fosse stato compiuto a favore della candidata Lega? uno studente con idee politiche diverse rispetto a questo insegnante cosa bisogna pagare di fronte a una storia arrogante festeggiamento? L'episodio denunciato dall'associazione studentesca e non smentito dalla preside, merita un approfondimento e una ferma condanna da parte della sinistra. Bene dunque ha fatto la consulenza comunale della Lega Beatrice De Maio a chiedere chiarimenti formali al provveditore, poiché è giusto che i modenesi sappiano cosa venga insegnato nella scuola pubblica ai loro figli e se si considerano ritenuti tollerabili e non passibili di censura.

 

Da una parte i quasi mille sbarchi di migranti negli ultimi sei giorni, più che decuplicati rispetto allo scorso anno, dall’altra i continui episodi di violenza, criminalità e degrado urbano che vedono protagonisti stranieri, in particolare nordafricani. Le due notizie non possono non essere messe in correlazione in nome del solito falso buonismo caro alla sinistra. A Modena la cronaca di oggi racconta di nigeriani senza biglietto che hanno aggredito controllori di un treno e di un tunisino bloccato con coltello e spray da polizia e vigilantes. Episodi che si inseriscono in una interminabile serie di fatti simili. Il dovuto plauso alle forze di polizia non può che essere accompagnato dalla realistica fotografia di un Paese che non riesce, o meglio non vuole, impedire che potenziali delinquenti si sentano padroni delle nostre città. Tutti i migranti ovviamente non sono delinquenti, ma è oggettivamente vero che la maggioranza di furti, rapine e aggressioni sono compiute da coloro che sono giunti in Italia come ‘profughi’. La strategia dunque non può che essere doppia è correlata: ritornare allo stop degli sbarchi, risultato ottenuto dall’allora ministro Salvini e che oggi proprio per questo deve subire un surreale processo, e sostenere le forze dell’ordine nel loro lavoro. Questo fa la Lega dove amministra città, province e regioni e questo faremo quando finalmente, col voto democratico, andremo al Governo del Paese.


Ieri diversi amici, ma anche giornalisti, mi hanno contattato per chiedermi in modo informale sondaggi riservati e per sapere quali candidati avranno la mia preferenza a Modena. Ho risposto come sempre a tutti, ma alcune interviste forse sono arrivate fuori tempo massimo e non sono state pubblicate. Volentieri però posso dire che ho la certezza che domani la Lega sbancherà la montagna e che lunedì l'Emilia Romagna sarà finalmente liberata. Un ringraziamento particolare va ai colleghi parlamentari che si sono spesi sul territorio con impegno e dedizione, in particolare sui Comuni del nostro Appennino, dimostrando non la superiorità culturale sbandierata con arroganza dalla sinistra, ma la differenza positiva leghista che ci porta a stare con la gente e fuori dai palazzi. Da senatore del collegio faccio in bocca al lupo a tutti gli otto candidati della lista Lega e auguro a ciascuno di loro di ottenere un ottimo risultato personale. Da commissario della Lega per la montagna la mia preferenza non può che andare a Simona Magnani, candidata della montagna che ha dimostrato preparazione, amore e conoscenza del territorio e per il capogruppo uscente Stefano Bargi per il suo lavoro di coordinamento e la sua dedizione. Ricordo il viaggio fatto insieme fino a San Pellegrino in Alpe. Una meta per me simbolo dell'attaccamento vero e mai strumentale alla nostra terra. Quindi domani una croce sul simbolo Lega, su Borgonzoni presidente e due preferenze per Bargi e Magnani. E preparate il lambrusco, perchè dalle 23 in poi si brinda per la vittoria.

Grazie ai militanti, agli attivisti e alla macchina organizzativa della Lega che ha messo in campo il massimo sforzo per cercare di liberare l'Emilia Romagna dal sistema di potere che la governa da sempre. Posso garantire a tutti coloro che hanno creduto nel cambiamento che insieme a Lucia Borgonzoni e a Matteo Salvini abbiamo fatto tutto il possibile per vincere questa sfida epocale, dopo aver reso per la prima volta questa Regione contendibile rispetto all'egemonia di governo Pd. Lo dico chiaramente: il clientelismo Pd, il voto disgiunto e il dissolvimento dei moderati di Forza Italia ci hanno penalizzato. Questi tre aspetti hanno reso impossibile una vittoria nella quale abbiamo creduto ed ho creduto fermamente. Resta la soddisfazione, da senatore del collegio Modena e Montagna, di avere toccato con mano il modo in cui  i cittadini delle periferie sociali e geografiche, i residenti della montagna, la gente che ogni giorno lavora, hanno premiato la Lega. E' la ennesima dimostrazione della differenza positiva della Lega, un movimento che decide deliberatamente di stare sempre dalla parte degli ultimi, dei più bisognosi e di coloro che hanno meno servizi a causa dei luoghi in cui sono cresciuti e nei quali coraggiosamente vivono.
Auguro a Bonaccini sinceramente buon lavoro. Mi permetto di rivolgergli solamente una preghiera: venga a trascorrere una settimana senza cellulare e internet nell'alto Appennino modenese, venga a toccare con mano cosa significa vivere in Montagna. Solo così potrà mettere da parte idee folli, come quella di piantare 4,5 milioni di alberi in Appennino. Li vada a piantare in città e non da noi: in montagna di alberi ne abbiamo da vendere e abbiamo già abbastanza problemi idrogeologici. Venga davvero Bonaccini a passare una settimana qui e dimostri di avere a cuore gli ultimi, come ha promesso in campagna elettorale.


Alla Lega e alla opposizione di Pievepelago non è dato sapere lo stato in cui versa il palazzetto comunale. La giunta di centrosinistra infatti non ha risposto nei tempi dovuti all'accesso atti del gruppo di minoranza. Ad oggi risultano così essere 4 su 6 i protocolli ai quali l'amministrazione comunale non ha ancora dato risposta al gruppo di minoranza. Oltre al palazzetto parliamo tra l'altro di aspetti centrali per la comunità di Pieve a partire dal rifacimento della Seggiovia "Poggio Scorzatello" e dalle condizioni del "Ponte della Fola". Non solo, vi è una lettera firmata da una trentina di cittadini, protocollata a luglio 2019, per la quale ad oggi non è ancora giunta nessuna nessuna risposta, tant'è che gli stessi cittadini hanno inviato una settimana fa una lettera direttamente al Prefetto dove evidenziavano quanto ignorato dal sindaco. Questa è una situazione inaccettabile. Mi aspetto a questo punto che il sindaco dia celere riscontro. Episodi come questi dimostrano quanto quello di domenica sia un voto fondamentale per restituire libertà e trasparenza a una terra che la sinistra tratta come fosse casa propria. Ancora pochi giorni e la Lega restituirà ai cittadini della montagna e a tutti gli emiliano romagnoli una partecipazione vera alle scelte di governo, liberi da tessere e logiche di partito.

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