Stefano Corti
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Bene fanno i residenti di viale Gramsci a lamentarsi col sindaco di Modena Muzzarelli per gli assembramenti e il mancato rispetto delle norme del Decreto del Governo da parte di molti negozi etnici della zona. Parliamo di due negozi, ben noti ai residenti, nei quali anche in queste giorni di piena emergenza dettata dal coronavirus vengono ospitati decine di clienti contemporaneamente. Sono attività già note per essere state sanzionate in passato per carenze di norme igieniche, eppure da parte dell'amministrazione comunale non si è ancora deciso un provvedimento di urgenza a riguardo o comunque controlli serrati da parte della polizia locale. I sacrifici imposti da questa epidemia toccano in modo devastante i commercianti modenesi che si sono adattati subito per il bene di tutti al rispetto delle norme. Vedere questi locali gestiti da stranieri fregarsene delle regole e trasformarsi in luoghi di possibile contagio è odioso oltre che intollerabile.

Ancora atti di vandalismo alla stazione delle corriere di Modena. Nonostante la messa in sicurezza dei due accessi alla sala degli autisti Seta, alcuni balordi in queste ore hanno tentato nuovamente di forzare le porte scardinando in parte la struttura. Ce lo segnalano alcuni autisti e militanti Lega. L'autostazione di Modena si conferma emblema di una città insicura, una terra di nessuno, frequentata prevalentemente da clandestini e dove si moltiplicano gli episodi di spaccio, furto, vandalismo e bivacchi. Sulla sicurezza la Lega in città ha lanciato un allarme chiaro, frutto di decine e decine di episodi che rendono impossibile la vita ai modenesi contribuendo, insieme all'emergenza legata al Covid 19, a rendere la città deserta. L'amministrazione comunale accenda i riflettori in particolare sulla zona di viale Molza e del Novi Sad garantendo una presenza costante degli agenti della polizia municipale. Tutto questo in attesa che venga accolta la richiesta bipartisan di rendere la questura di Modena di fascia A.


 

Secondo l’ultima classifica del Sole24Ore Modena è 104esima in Italia, quartultima, per furti in appartamento, 89esima per numero di rapine e 70esima per violenze sessuali. Numeri che credo impongano una attenzione particolare all'emergenza sicurezza in città e in provincia e che ci obbligano a continuare la nostra battaglia per l'innalzamento del livello della nostra Questura.  Il decreto ministeriale che ha sancito l'impossibilità per la Questura di Modena di salire di fascia è uno stop di fronte al quale non ci arrendiamo, consapevoli che solo con una Questura di Fascia A potremo garantire un salto di qualità nell'organizzazione del lavoro delle forze di polizia. Questa è una battaglia che travalica gli schieramenti politici e che la Lega è pronta a condurre con tutte le forze che a livello locale vorranno impegnarsi per raggiungere questo obiettivo. Ne va della sicurezza e - in generale - della qualità della vita di tutti noi

Di fronte all'emergenza coronavirus il governo deve mettere in campo un vero e proprio piano Marshall a sostegno dei Comuni colpiti. Le proposte della Lega sono chiare: cassa integrazione in deroga per i dipendenti di tutte le imprese costrette alla sospensione delle attività, per i liberi professionisti e per gli autonomi; cedolare secca al 20% sugli affitti per gli immobili commerciali per tutto il 2020 e creazione di un fondo per aiutare le famiglie che si sono affidate a terze persone per l'accudimento dei figli obbligati a non partecipare alle attività scolastiche. Si tratta di proposte di buon senso e concrete presentate la settimana scorsa alla presenza di Matteo Salvini e che trovano perfetta corrispondenza nella recente interrogazione presentata a Modena dalla consigliera della Lega Luigia Santoro. Occorre infatti che a livello locale l'amministrazione comunale si impegni a riconoscere alle famiglie l’indennizzo completo delle rette già versate per il periodo di chiusura forzata dei nidi e delle scuole per l’infanzia. Il sostegno ai cittadini e alle famiglie passa da queste misure reali e non da slogan sterili.


La recente indagine dell'Osservatorio via Emilia sulla percezione delle maggiori fonti informative che hanno i modenesi parte da una domanda del tutto malposta: immaginare che la dismissione dei camini dalle condizioni private incida in senso positivo sulla qualità ambientale è del tutto fuorviante. La legna è da considerarsi infatti a pieno titolo come energia rinnovabile. Mi chiedo davvero su quali parametri si basi questo sondaggio e se non vi sia una volontà precisa di sabotare la biomassa a favore degli idrocarburi. Su quali dati di emissioni nocive si basa la ricerca? Parliamo di camini aperti e canne fumaria non intubate? Come paragonare un Euro 1 a un Euro 6 discriminando il combustibile? Perché allora lo Stato offre incentivi sui generatori di calore a biomassa di ultima generazione con rendimento superiore al 70%? La ricerca non è che ci sono classificazioni di stelle per tali generatori? Sfido gli autori di tale ricerca ad organizzare un convegno sull'uso consapevole della biomassa sulla quale tutti gli interessi italiani e non solo stanno investendo.


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